Ciao Ciao Pannolino!!!


E’ una fase molto delicata per il bambino e per questo il bambino necessita di un ambiente accogliente, paziente, rispettoso. “L’educazione al vasino” usando un’espressione del gergo comune, non può essere occasionale e non può nemmeno iniziare senza sapere se il bambino è pronto a compiere tale passo, in quanto sarebbe inutile e potrebbe addirittura destabilizzare il bambino stesso. Il controllo sfinterico è sì un meccanismo fisiologico, ma l’educazione che ne ruota attorno è molto più complessa di una mera operazione meccanica. Questo perché l’educazione sfinterica si delinea come un momento denso di significati che vanno ben oltre al significato letterale dell’atto fisiologico.

Pannolino

 

Ricordate sempre che ogni bambino è a sé!!! Possiamo però identificare alcuni fattori che possono aiutare il passaggio del bambino al vasino:

  • Il bambino ha almeno 2 anni;
  • Il bambino è infastidito dal pannolino bagnato;
  • Trovate il pannolino asciutto dopo un paio d’ore;
  • Il bambino verbalizza che sta facendo la pipì o la cacca;
  • Il bambino ha acquisito un buono sviluppo motorio e linguistico;
  • Il bambino è pronto emotivamente.

Innanzitutto bisogna abituare il bambino a familiarizzare con l’ambiente del bagno e creare uno spazio suo come ad esempio un cassetto alla sua portata dove mettere magliette intime e mutandine.

Un aiuto può arrivare per esempio dalla lettura di simpatici libricini a tema, da sfogliare sul vasino ma anche e soprattutto da leggere con mamma e papà per capire che fare la pipì e la pupù nel vasino è qualcosa di cui essere orgogliosi.

Successivamente, spiegate al vostro bambino quello che accadrà e se volete potreste comprare insieme il vasino. Altri bambini, invece, sono incuriositi e contenti di usare il wc dei genitori allora potreste comprare il riduttore e una scaletta in maniera tale da renderlo indipendente. Allo stesso modo, per facilitare la sua autonomia vestitelo con abbigliamento comodo e facile da mettere e togliere da sé.

Ricordate che è molto importante salutare insieme la parte del bambino che se ne va per poi passare alla pulizia igienica del vasino e personale del bambino. Proprio perché il bambino sente andar via una parte di sé, può capitare che in un primo periodo i bambini possano soffrire di stipsi.

pannolino

Si tratta di una fase che genitore e bambino affrontano insieme e dalla quale non si torna indietro ma si va solo avanti con molta pazienza e tranquillità sostenendo il bambino senza mai mortificarlo! A mio avviso, togliere e mettere il pannolino a seconda delle proprie esigenze confonde (ad esempio rimetterlo un’ora per andare al supermercato). Inoltre, tenete presente che ogni acquisizione può comportare delle regressioni, quindi non sgridate mai i vostri bambini, non fateli sentire in colpa e anche voi viveteli con serenità: fiducia, forza e coraggio!!!!

Inoltre, elogiateli con baci e carezze indipendentemente se hanno fatto o meno la pipì perché comunque ci hanno provato. (Se volete, potete premiarli comprando ad esempio degli stickers da attaccare su un foglio appeso in bagno dopo aver fatto la pipì o la cacca).

Un ulteriore aiuto è quello di stabilire una routine e non chiedere in continuazione al bambino di andare al bagno perché questo potrebbe suscitare stress e ansia nel bambino.

In generale, si toglie il pannolino durante la giornata tranne il pisolino e la notte che avverrà successivamente. Anche in questo caso non esistono regole rigide, ma trovare la mattina il pannolino asciutto può essere un indicatore importante rispetto alla maturazione del controllo sfinterico del bambino.

A mio avviso, non esiste una formula magica prestabilita da applicare rigidamente ad ogni bambino (ad esempio via il pannolino in tre giorni!). Ognuno di loro è diverso, ognuno ha i suoi tempi, i suoi modi di affrontare le diverse conquiste e una specifica, peculiare sensibilità che dobbiamo rispettare!

Sarà il bambino, attraverso il proprio comportamento, a mostrarci quello di cui ha bisogno per muoversi verso l’indipendenza. Noi dobbiamo offrirgli gli strumenti, accompagnarlo con amore e con pazienza, rispettando i suoi tempi. D’altronde, come ricorda la stessa Maria Montessori: “Chi non comprende che insegnare a un bambino a mangiare, a lavarsi e vestirsi, è lavoro ben più lungo, difficile e paziente che non imboccarlo, vestirlo, lavarlo? Il primo è il lavoro dell’educatore, il secondo è il lavoro inferiore e facile del servo”.

MONTESSORI M., La scoperta del bambino, Garzanti, 1999

 

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