Genitore imperfetto, è poi cosi sbagliato esserlo?


Le madri e i padri imparano a prendersi cura del proprio figlio soprattutto grazie all’esperienza. Solo mettendosi alla prova, anche con il rischio di sbagliare ed essere un genitore imperfetto, si ha la possibilità di crescere e far crescere.

un genitore imperfetto

Non solo non esistono manuali che possano insegnare a diventare un genitore perfetto, ma la stessa pretesa di esserlo o diventarlo è sbagliata. Un genitore imperfetto, quindi, non ha un’accezione negativa, come se si trattasse di un difetto, ma come una qualificazione necessaria, tanto che sarebbe pericoloso se esistessero genitori perfetti.

I genitori hanno moltissime responsabilità perciò sono necessariamente imperfetti. Una persona che non commette errori non esiste, ma esistono tanti genitori che credono di non commetterne. Chi è sicuro di fare tutto giusto è generalmente inattaccabile da ogni opinione, suggerimento o critica.

Come sostiene D. Winnicott, nessun genitore dovrebbe aspirare a essere ideale, ma dovrebbe piuttosto accontentarsi di essere sufficientemente buono, non per modestia o per pessimistica rassegnazione, ma perché solo riconoscendo i propri limiti che può esercitare in modo efficace il proprio ruolo. Privilegiare l’ideale comporta il rischio immediato di allontanarsi dalla relazione autentica con il figlio, che in realtà è l’unica cosa che conti per uno sviluppo positivo: essere se stessi e accettare che l’altro sia se stesso e non come noi vogliamo che sia.

La qualità più importante di un genitore è la fiducia nelle proprie capacità naturali, pronto ad imparare dall’esperienza. I conflitti e i sentimenti negativi fanno parte di diritto della vita, tanto quanto quelli positivi. In fondo, uno dei compiti fondamentali dei genitori è proprio quello di continuare a esserci per i figli nonostante tutto. Se un figlio ha fiducia nei genitori, inevitabilmente li mette alla prova.

La normalità non è l’assenza di problemi o di conflitti, ma è la capacità di gestirli, da parte sia dei genitori sia dei figli. Il genitore punta a contenere le paure e i bisogni originari del bambino, aiutandolo ad elaborare i propri naturali timori, sviluppando in lui un senso di sicurezza personale che lo aiuti a stabilire e a far crescere buone relazioni con la madre e il padre dalle quali attingere il nutrimento necessario per la crescita, che è proprio l’affetto e la protezione dei genitori.

Il compito più importante del genitore è imparare ad intuire con i sentimenti il senso che possono avere le cose per il proprio figlio e comportarsi di conseguenza. Il bambino sano esprime un punto di vista personale sulle cose fin dalla nascita, manifesta spesso significative difficoltà di allattamento, e può apparire ribelle e ostinato.

Come dice G.P. Charmet, Il bambino normale è spesso una gran “seccatura”, tende a protestare in continuazione, tira i capelli alla madre o le cava gli occhi. Cerca molto presto autonomia e indipendenza, è smosso da una gigantesca curiosità ad esplorare per conoscere il mondo e questo non lo porta e essere definito come “buono”, “tranquillo”, “ubbidiente”. Ogni madre, però, è conquistata dai suoi improvvisi e spontanei comportamenti affettuosi, dai suoi gesti di generosità, dai suoi abbracci sinceri.

La crescita è un percorso che genitori e bambini fanno insieme: insieme si diventa grandi, e insieme si torna bambini, per amarsi e capirsi meglio.
I figli chiedono rapporti profondi, onesti e consapevoli, per trasformarsi a loro volta in adulti autentici e affettivi.
Ai bambini importa che i genitori gli siano vicini e accessibili, che ci si possa fidare di loro e di poter liberamente manifestare il loro affetto senza suscitare conflitti.
Le risposte alle loro esigenze sono dentro di noi: se ammettiamo la complessità delle nostre passioni, se ricordiamo la nostra infanzia e gliela sappiamo raccontare, se prendiamo sul serio il loro punto di vista, se accogliamo le loro trasgressioni – anche senza accettarle -, se li sosteniamo sempre con tutta la nostra fiducia, saremo dei genitori forse imperfetti ma il nostro amore, nutrito dall’intuito e illuminato dalla riflessione, non li deluderà.

 

 

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