Tre ore prima di tuffarsi… nulla di più falso!


In spiaggia, la nonna al nipotino: “Hai mangiato da poco, fra tre ore farai il bagno“. Quante volte lo abbiamo sentito dire e anche noi probabilmente abbiamo subito l’ardua sentenza….

Questo perché qualcuno ha messo in giro la storiella (tutta italiana) della “congestione” abbinata pure all’acqua fredda e quindi al rischio annegamento.

tre ore congestione

Fortunatamente le organizzazioni sanitarie (associazioni di pediatri, medici, rianimatori, ostetriche etc etc), ma anche chi opera nel soccorso, come Salvamento Academy, ormai lo ripetono da anni: la congestione non esiste, è una paura atavica tramandata negli anni, ma che non ha correlazioni in campo medico-scientifico.

Direi una liberazione per i tanti bambini costretti sotto l’ombrellone o al massimo vicino la battigia, a vedere i loro coetanei di altre nazioni, farsi il bagno nonostante abbiano mangiato da poco.

In realtà quello che potrebbe accadere (molto raramente e non c’entra nulla il cibo), è lo “shock da freddo” che può attivarsi attraverso il nervo trigemino, ma l’immersione deve essere del tutto accidentale, cadendo di faccia in acqua e la stessa deve avere una temperatura ben al di sotto dei 10° gradi centigradi; quindi un’acqua freddissima (come un fiume di montagna, un lago alpino).

Questo vale per tutto il mondo pediatrico compresi i neonati che spesso si vedono negare in casa un bagnetto caldo corroborante e propiziatorio a una dormita salutare, specialmente la sera. 

tre ore bagnetto

La cosa importante per entrare in acqua è che grandi e piccini devono stare bene, le proprie condizioni fisiche e ambientali lo devono consentire e in particolare i bambini devono essere sorvegliati costantemente, a distanza di un braccio, in modo da essere subito afferrati in caso di potenziale pericolo.

Meglio ancora se si scelgono luoghi in cui è garantito il servizio professionale di salvataggio (stabilimenti balneari con bagnini o assistenti bagnanti) e la prevenzione deve partire anche dall’iscrizione in una scuola nuoto in quanto se ci pensiamo bene, pure i vari stili natatori sono in fondo….delle manovre salvavita.

Tuttavia nella malaugurata ipotesi accada l’incidente in acqua, è importante attivare subito il servizio medico d’emergenza (112-118), tenendo presente che in mare opera anche la Guardia Costiera attraverso il numero blu d’emergenza 1530.

Attenzione perché l’inizio dell’annegamento è silenzioso, ovvero chi è in difficoltà difficilmente urlerà che ha bisogno di aiuto perché ha l’acqua che arriva a chiudere anche il naso.

Infine è necessario conoscere le manovre di rianimazione e per questo sarebbe utile partecipare a un corso di primo soccorso.

In conclusione: 

  • SI al bagno in acqua prima delle fatidiche tre ore, due ore, un’ora perché la “congestione” non esiste e dunque non c’è un tempo di attesa.
  • SI al bagnetto in casa per i neonati, anche subito dopo la poppata.
  • Se proprio non ve la sentite di dare tutta questa “libertà”, fate entrare il vostro bambino/a in acqua gradualmente; sarà più una prova di coraggio per voi che per lui/lei. 
  • Attenzione a non lasciarli soli in acqua, specialmente se hanno braccioli, ciambelle, materassini o altri oggetti simili e che possono allontanare il bimbo o la bimba in caso di corrente in acqua o se il vento li spinge lontano.

Non reprimete comunque la voglia di andare e stare in acqua con l’intento di conoscere un mondo fantastico. I bambini non desiderano altro.

Se vi è una magia su questo pianeta, è contenuta nell’acqua.
Loren Eiseley

Stefano Saliola Responsabile Risorse Umane Salvamento Academy. Formatore Istruttori Pblsd (Pediatric Basic Life Support) Istruttore primo soccorso adulto e pediatrico certificato dal 118 in varie regioni.

Approfondimenti su

www.salvamentoacademy.it

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