Fratellino, sorellina o figlio unico?


Papà, mamma e un bambino: la famiglia formato a tre è una realtà sempre più definita nel nostro Paese.
La famiglia moderna è in una situazione di crisi nella quale si mettono in discussione i lati positivi di ciò che essa dovrebbe rappresentare.

fratellino o sorellina

Per tutte le coppie indecise se regalare o meno un fratellino o sorellina al proprio figlio ma io aggiungo alla propria famiglia, il consiglio è quello di non scegliere in base alla paura che il bambino cresca viziato o che si senta solo. Piuttosto è meglio domandarsi se si è realmente convinti di affrontare un nuovo investimento emotivo, materiale e fisico, senza sentirsi in colpa se si decide che non si è pronti per farlo.

Ammettere di non essere pronti è molto onesto verso se stessi e il proprio compagno e dimostra consapevolezza.

Nella mia attività clinica spesso riscontro nei genitori la paura di non riuscire ad amare un secondo figlio come si ama il primo o l’idea che intraprendere di nuovo l’avventura della gravidanza toglierebbe qualcosa al primogenito. La famiglia è diversa nella struttura del rapporto, non nell’amore, tra genitori e più figli e tra genitori e un unico figlio. Ogni gravidanza ha una storia a sé, a partire dall’idea del suo concepimento e ogni bimbo è diverso e unico, che abbia fratelli o no.
Ogni relazione è speciale e imparagonabile tra quel genitore e quel bambino. E grande è la variazione tra figli unici così come tra le famiglie dove crescono.
fratellino o sorellina

Paura di un nuovo cambiamento, di una nuova fatica e il peso di maggiori responsabilità. Paure razionali legittime che minano però a volte il proprio desiderio e il proprio sentire. Tutte queste perplessità sono valide e reali, ma esiste anche qualcosa di ingovernabile che si fa largo in mezzo ad altri desideri, ad altri bisogni che supera le opposizioni, i discorsi sulle opportunità, sulla precarietà e che sgomita e lavora dentro e prende spazio e manda all’aria tutte le apparenti certezze di una vita certa e sovverte ogni equilibrio in vista dell’amore che si ha dentro.

Provate a guardare in faccia le paure che vi spaventano, provate a capire se davvero sono ingestibili o se – forse – dovete provare a cambiare il punto di osservazione per cogliere a pieno la situazione e il contesto in cui è inserita.

Quindi, un altro pargolo potrebbe creare in voi un nuovo modo di essere madre, padre, di fare le stesse cose in un modo differente, di aggiungere nuove capacità a quelle che avete già.

Ci vuole impegno. Ci vuole fatica. Ci vuole sacrificio. Ma chi si impegna viene ripagato.

Aggiungo che, sicuramente, il nostro vissuto come figli ci influenza moltissimo nella scelta: figli unici che hanno sofferto la solitudine vorrebbero una famiglia numerosa vedendo il fratello/sorella come compagno di giochi e compagno di vita nella ricchezza della condivisione; così come chi ha vissuto molti conflitti con fratelli o sorelle preferirebbe avere un figlio solo.

Anna Oliverio Ferraris, ordinario di Psicologia dello sviluppo all’università La Sapienza di Roma, non nasconde la sua nostalgia per un’infanzia divisa tra fratelli e sorelle, prima palestra di vita per un bambino, costretto sì a conquistarsi spazi e giochi, ma poi di certo più forte.
“Il rischio dei bambini unici è la solitudine da una parte, e l’essere al centro del mondo dall’altra. Su di loro si riversano montagne di attenzioni, di affetto, ma anche di aspettative, di troppi adulti. E nel futuro per questi figli unici non sarà facile diventare autonomi, svincolarsi dalla famiglia, senza contare che saranno loro, da soli, a dover sostenere il peso dei genitori che invecchiano”.

I bambini – dice con un po’ di ironia Anna Oliverio Ferraris – non hanno bisogno di così tanti oggetti, spesso le coppie si fermano a uno soltanto perché vogliono dargli il massimo. E se invece il dono più grande fosse un fratello, rinunciando magari a qualcosa?”.

Difficile dare una risposta oggettiva, assoluta, scientifica; non esiste la formula magica della famiglia felice.

Ma io in primis come figlia, sorella e madre di due gemelli sono convinta che : “L’amore non si divide, si moltiplica!!!!

 

Bibliografia:
Edoardo Giusti e Claudio Manucci “Figli unici. Psicologia dei vantaggi e dei limiti” (Armando editore)
Intervista di Repubblica ad Anna Oliverio Ferraris Crescere senza fratelli, il sorpasso del figlio unico

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